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I. Perché un plastico
modulare Nel 2004 la sezione ferromodellistica del CMP ha cominciato ad elaborare un
progetto di plastico sociale che potesse rispondere ad alcuni requisiti
essenziali quali una buona economicità realizzativa, la modularità, la
semplicità di esercizio (in quanto impianto a prevalente uso dimostrativo),
la possibilità di variarne la dimensione in funzione degli spazi disponibili
durante le manifestazioni ed infine che potesse essere maneggevole,
sufficientemente leggero e velocemente assemblabile. Oltre ai requisiti sopracitati, un’altra grossa problematica da superare era
la mancanza di spazi adeguati nella sede del Club sia per lo stivaggio che
per la realizzazione, handicap che costringe ad effettuare alcune scelte
costruttive e logistiche obbligate. La possibilità per ogni socio partecipante di avere sempre a disposizione il
proprio modulo con il vantaggio di realizzarlo in modo indipendente dagli
altri è un altro aspetto assolutamente vincolante ed a favore di una
realizzazione a moduli.
II. La scelta della tipologia di impianto In sostanza nelle fasi preliminari di progetto vengono prese in
considerazione tre possibili ipotesi:
• Plastico modulare a norme autodefinite • Plastico modulare a norme FREMO (Freundeskreis Europäischer Modellbahner) • Plastico modulare a norme FIMF (Federazione Italiana Modellisti
Ferroviari)
La prima possibilità ha il vantaggio di essere perfettamente adattabile alle
esigenze ma paga l’assoluta incompatibilità con altri sistemi modulari e di
conseguenza rende impossibile un eventuale futuro interfacciamento del
plastico CMP con plastici di altre associazioni. Il plastico a norma FREMO è costruttivamente interessante ma esso è mirato a
realizzazioni PaP (Punto-a-Punto) ed in configurazione digitale, quindi non
rispondente alle prioritarie esigenze di semplicità di esercizio che ci
siamo imposti. La scelta definitiva di progetto va a vantaggio della terza soluzione.
Nonostante la modularità FIMF sia piuttosto stringente e limitativa nei
confronti della scenografia applicabile (la testata standard costringe di
fatto a realizzare linee di pianura), ha comunque dalla sua una grande
diffusione in Italia (i plastici di molte associazioni si attengono ad essa)
risultando quindi essere una norma ampiamente collaudata e, inoltre, è
rispondente ai requisiti di semplicità e leggerezza definiti.
III. Modulo FIMF – norme meccaniche Il modulo FIMF può avere lunghezza base pari a multipli di 600 mm. La
profondità standard è di 600 mm anche se è possibile realizzare moduli a
profondità ridotta (450 mm) oppure estesa (750 mm). La normativa prevede che
la linea ferroviaria riprodotta sia a doppio binario con interbinario pari a
50 mm e con la mezzeria del binario più esterno (lato osservatore) a 100 mm
dal bordo del modulo. Una linea facoltativa a semplice binario è prevista ma
non obbligatoria.

fig.1 – Testata FIMF

Fig. 2 – pannello FIMF – vista superiore
La normativa prevede altresì l’altezza
complessiva del modulo escluso il piano superiore (150 mm), l’altezza totale
del gruppo formato da pannello superiore-massicciata-binario che è
quantificata in 16,5 mm (con riferimento superiore dato dal piano del
ferro), le quote dei fori di interconnessione meccanica delle testate ed,
infine, l’altezza del piano del ferro rispetto al suolo (1010 mm).
IV. Adattamento del modulo standard alle esigenze CMP
Per prima cosa abbiamo scelto la lunghezza ottimale dei moduli che è
risultata essere di 1200 mm.
Tale lunghezza consente una facile maneggevolezza anche da parte di un solo
operatore e consente di avere la possibilità di trasportare una coppia di
moduli utilizzando praticamente qualsiasi automobile. La profondità scelta
risulta quella standard da 600 mm.
La seconda scelta è stata nell’ignorare la linea secondaria facoltativa. Nei
moduli CMP essa non sarà presente.
Le scelte dimensionali sono state affrontate considerando i nostri requisiti
base, ovvero maggior contenimento possibile della profondità totale
dell’impianto e semplicità di esercizio.
Le norme definiscono sia i moduli rettilinei che eventuali moduli in curva.
L’applicazione pratica delle norme “in toto” consentirebbe di ottenere,
teoricamente, un circuito basato sul percorso detto “ovale” ma con
dimensioni meccaniche decisamente troppo estese per essere accettabili.
Tutte le associazioni che utilizzano tale standard hanno elaborato alcune
varianti meccanicamente ed elettricamente compatibili al fine di ottenere
soluzioni di tracciato differenti e di dimensioni più contenute. In genere
si sfrutta la caratteristica principale del sistema che prevede un doppio
binario a circolazione non banalizzata costruendo una racchetta di ritorno
più o meno semplificata (si va dalla normale congiunzione tra i due binari a
racchette vere e proprie a doppio binario con possibilità di ottenere vere e
proprie stazioni ombra in curva).
Questa ipotesi è stata scartata in quanto la nostra esigenza primaria è
quella di avere la massima semplicità di esercizio. Dopo avere preso in
esame diverse ipotesi si è optato per una soluzione ibrida ma funzionale.
Si è deciso di costruire una doppia coppia di pannelli con dimensioni a
standard FIMF affiancabili longitudinalmente al fine di ottenere, quando
assemblati, un piano quadrato di 1200 x 1200 mm sul quale tracciare le curve
di ritorno.
Si è altresì deciso di associare ad ogni modulo standard un moduletto
aggiuntivo posteriore sul quale potrà trovare spazio il binario di ritorno
nascosto e la stazione ombra. Tale soluzione consente di ottenere un ovale
di dimensioni contenute in larghezza (600 mm del modulo standard + 300 mm
del modulo aggiuntivo), una discreta flessibilità di assemblaggio e una
buona semplificazione del traffico ferroviario d’esercizio.

fig. 3 – pannelli di ritorno e moduli aggiuntivi
La fig.3 illustra la tipologia dei moduli di
ritorno e dei moduli aggiuntivi posteriori. Essi saranno divisi dal modulo
FIMF attraverso un’apposito pannello di sfondo. I moduli anteriori delle
curve di ritorno saranno completati da scenografia mentre la semicurva
posteriore (lato operatore) sarà nascosta.
Le dimensioni scelte per i moduli aggiuntivi (lunghezza 1200 mm e profondità
300 mm) consentono di realizzare anche una stazione ombra a 4 binari di
esercizio come visibile in fig.4:

fig. 4 – planimetria stazione ombra
V. Materiali
I moduli sono realizzati in legno compensato di pioppo di spessore di 8 mm
come consigliato dalla normativa e sono stati tagliati a laser con
tolleranza minima.
L’assemblaggio delle cornici e del piano superiore è stato fatto con colla
vinilica e viti di rinforzo. La struttura così realizzata ha una buona
resistenza torsionale e non richiede necessariamente l’applicazione di
costole di irrigidimento.
Le gambe di supporto dei moduli e le apposite staffe ad asola sono state
realizzate in ferro zincato e sono dotate di un bullone come piedino in modo
da poter regolare l’altezza in un range di più o meno 20 mm. Si è deciso di
dotare tutti i moduli di 4 gambe per avere maggiore stabilità anche se
teoricamente sarebbero state sufficienti due gambe per modulo (in quanto i
moduli solidali l’uno all’altro grazie a 3 bulloni UNI 8mm che uniscono le
testate affacciate).
I moduli aggiuntivi posteriori sono dotati di due sole gambe (lato
operatore) e sono agganciati meccanicamente sulla cintura laterale dei
moduli FIMF.

fig.5 – gambe dei moduli
L’armamento scelto è il Fleischmann Profi dotato di massicciata. È stato
scelto in quanto rispondente a criteri di alta affidabilità, resistenza a
condizioni ambientali non ottimali e grande semplicità nella geometria. I
deviatoi sono di tipo elettrico e verranno comandati da un’apposito pannello
posto sulla fiancata lato operatore del modulo aggiuntivo centrale della
stazione ombra.
L’impianto elettrico è confacente alla normativa FIMF anche se si prevederà
in futuro un’integrazione con altri sistemi elettronici di automatismo.
VI. Dal progetto alla realizzazione – 1a Fase
La prima fase realizzativa prevede la costruzione di 6 moduli rettilinei
FIMF, i due doppi moduli di ritorno e 6 moduli aggiuntivi di cui 3 destinati
alla stazione ombra.
La massima estensione raggiungibile con questa configurazione sarà di 9,60 m
per un ingombro massimo di 1,8 m (circa) di profondità.
fig.6 – massima estensione 1a Fase
Questo sviluppo prevede una linea di parata
semplice composta da 8 moduli con scenografia più la possibilità di
aggiungere altri moduli costruiti autonomamente da soci purchè rispondenti
alle norme FIMF ed integrati dalle normative CMP per ciò che riguarda i
moduli aggiuntivi.
VII. 2 a Fase realizzativa
La seconda fase comprenderà la realizzazione di uno o due moduli curvi a
norma FIMF o a normativa interna con testate e dimensioni compatibili
comunque con le norme FIMF, e la realizzazione di 3 o 4 moduli sui quali
verrà realizzata una stazione in vista.
VIII. Pianificazione attività
Fase progettuale: da giugno 2004 ad ottobre 2004
Realizzazione strutture fase 1: da ottobre 2004 a marzo 2005
Realizzazione scenografie fase 1: da marzo 2005 a novembre 2005
Realizzazione fase 2: prevista nel 2006
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