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Il "Progetto FREMO" del C.M.P.

   
             
  Loredano - Ponte Paderno          
  Loredano - Modulo agricolo          
  Loredano - Modulo cimitero          
  Loredano - Modulo Stazione          
  Loredano - Coulisse e Bivio          
  Mario - Industria CMP          
  Gianluigi - Staz. di Belgioioso

Durante alcune attività espositive nel 2005, la sezione fermodellistica del Club incominciò a prendere in considerazione in modo approfondito la concezione di libera modularità di un'opera ferroviaria in miniatura che veniva garantita dalla filosofia FREMO (www.fremo.it) (molto in voga nei paesi tedeschi ma alquanto sconosciuta in Italia, all'epoca). Il perchè è presto detto: grazie alla libertà che FREMO lascia è possibile realizzare moduli che, presi singolarmente, possono essere dei diorami statici (il ponte di Paderno d'Adda di Loredano ne è un tipico esempio); possono diventare dei miniplastici (plastirama) operativi e funzionali, nel caso di piccole e libere aggregazioni di più moduli e, infine, possono diventare un tassello di una grande concezione di plastico che mette insieme più realtà diverse del panorama fermodellistico nazionale e non solo nazionale (l'esperienza comune di FREMO plastico nella quale si sono cimentati alla Model Expo di Verona nel 2009 i gruppi fermodellistici CFB, CV19 e CMP ne è la prova sul campo).

Lo stretto rapporto di amicizia che il CMP ha stretto col CFB (Club Fermodellistico Bresciano) ci ha consentito di fare la conoscenza approfondita di questo tipo di impianto modulare già da svariati anni in quanto i soci del Club Bresciano hanno realizzato in scala H0 di alcune parti della ferrovia Brescia-Edolo seguendo proprio i principi di modularità FREMO.

Questa normativa è estremamente libera, definendo essa unicamente il profilo di testata (e comunque con la possibilità di scelta di alcuni profili differenti già standardizzati), l'altezza dal suolo del piano del ferro (ma questo limitatamente ai soli FREMO-meeting da effettuarsi in collaborazione con altri soggetti di tutta Europa), il tipo di armamento (cod. 83 o 75), il raggio minimo di curva e la lunghezza minima dei piani stazione. Altri requisiti importanti come la forma dei moduli e la lunghezza di essi sono totalmente liberi e non vincolanti.

Tutto ciò è possibile perchè alla base della FREMO-concezione del modulare vi è la fedele riproduzione della linea ferroviaria (cosa che dovrebbe essere normale per un fermodellista) e non una trasposizione parziale della realtà con poco veritiere concezioni ad anello dell'impianto come avviene per altre normative modulari, quali le FIMF (che, peraltro, hanno altre valenze e che il CMP ha sperimentato con il proprio impianto modulare FIMF).

La linea a binario singolo e gestita PaP (nel fermodellismo l'acronimo significa Punto-a-Punto) ovvero non ad anello ma da capolinea a capolinea e con i convogli gestiti in tecnica digitale rende l'esercizio complesso ma molto stimolante, prevedendo esso, nella sua concezione più alta, sia l'uso di orari veritieri, sia ruoli dei partecipanti ben definiti (conduttore di convoglio, dirigente locale, eventualmente dirigente unico, assuntori) sia esercizi complessi con manovre di carri secondo logica e apposite schede di carico.

La concezione finale della filosofia FREMO è l'esercizio in scala e in simulazione di una linea ferroviaria come avviene nel reale. Si può così coniugare sia la passione meramente modellistica che un'aspetto ludico e rappresentativo arricchito però da conoscenze dell'esercizio realistico. Questo aspetto talvolta disorienta un po' i neofiti, rendendoli timorosi e scettici verso questa filosofia. Vogliamo ricordare a tutti, però, che questa concezione è solo l'ultimo e finale anello della catena e ci si arriva per gradi, se ci si vuole arrivare. Il bello di questa concezione di modulare stà proprio nell'assoluta libertà che viene lasciata al modellista di concepire la propria opera e di aggregarla come meglio crede. In questo forse noi Italiani abbiamo messo un po' di valore aggiunto rispetto all'originale concezione molto teutonica, concependo il tutto con maggiore flessibilità e rendendola, con poco sforzo, ancora più versatile e non confinandola nella sola area dei Fremo-Meeting che sono si kermesse di altissima valenza ma anche estremamente chiuse ai soli addetti ai lavori. La concezione che gruppi come il CFB, CV19 e CMP danno a questo progetto è invece spinta anche verso manifestazioni più di grande pubblico e con caratteristiche divulgative.

Il CMP è uno dei Club nazionali che hanno partecipato alla definizione delle norme di corredo del futuro "regionalgruppe" FREMO nazionale.

 

 
  Mauro - Mod. Sfasciacarrozze  
  Mauro - Modulo Magazzino  
  Mauro - Modulo Ponte  
  Mauro - Cappio Ritorno  
  Saverio - Stazione Pavia  
  Massimo - Modulo Ruscello