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Durante alcune attività espositive nel
2005, la sezione fermodellistica del Club incominciò a prendere in
considerazione in modo approfondito la concezione di libera modularità
di un'opera ferroviaria in miniatura che veniva garantita dalla
filosofia FREMO (molto in voga nei paesi tedeschi ma alquanto
sconosciuta in Italia, all'epoca). Il perchè è presto detto: grazie alla
libertà che FREMO lascia è possibile realizzare moduli che, presi
singolarmente, possono essere dei diorami statici (il ponte di Paderno
d'Adda di Loredano ne è un tipico esempio); possono diventare dei
miniplastici (plastirama) operativi e funzionali, nel caso di piccole e
libere aggregazioni di più moduli e, infine, possono diventare un
tassello di una grande concezione di plastico che mette insieme più
realtà diverse del panorama fermodellistico nazionale e non solo
nazionale (l'esperienza comune di FREMO plastico nella quale si sono
cimentati alla Model Expo di Verona quest'anno il CFB, CV19 e CMP ne è
la prova sul campo). Lo stretto rapporto di amicizia che il CMP ha
stretto col CFB (Club Fermodellistico Bresciano) ci ha consentito di
fare la conoscenza approfondita di questo tipo di impianto modulare già
da svariati anni in quanto i soci del Club Bresciano si stanno
cimentando nella costruzione in scala H0 di alcune parti della ferrovia
Brescia-Edolo seguendo proprio i principi di modularità FREMO.
Questa normativa è estremamente libera, definendo essa unicamente il
profilo di testata (e comunque con la possibilità di scelta di alcuni
profili differenti già standardizzati), l'altezza dal suolo del piano
del ferro (ma questo limitatamente ai soli FREMO-meeting da effettuarsi
in collaborazione con altri soggetti di tutta Europa), il tipo di
armamento (cod. 83 o 75), il raggio minimo di curva e la lunghezza
minima dei piani stazione. Altri requisiti importanti come la forma dei
moduli e la lunghezza di essi sono totalmente liberi e non vincolanti.
Tutto ciò è possibile perchè alla base della FREMO-concezione del
modulare vi è la fedele riproduzione della linea ferroviaria (cosa che
dovrebbe essere normale per un fermodellista) e non una trasposizione
parziale della realtà con poco veritiere concezioni ad anello
dell'impianto come avviene per altre normative modulari, quali le FIMF
(che, peraltro, hanno altre valenze e che il CMP ha sperimentato con il
proprio impianto modulare FIMF).
La linea a binario singolo e gestita PaP (nel fermodellismo
l'acronimo significa Punto-a-Punto) ovvero non ad anello ma da capolinea
a capolinea e con i convogli gestiti in tecnica digitale rende
l'esercizio complesso ma molto stimolante, prevedendo esso, nella sua
concezione più alta, sia l'uso di orari veritieri, sia ruoli dei
partecipanti ben definiti (conduttore di convoglio, dirigente locale,
eventualmente dirigente unico, assuntori) sia esercizi complessi con
manovre di carri secondo logica e apposite schede di carico.
La concezione finale della filosofia FREMO è l'esercizio in scala e
in simulazione di una linea ferroviaria come avviene nel reale. Si può
così coniugare sia la passione meramente modellistica che un'aspetto
ludico e rappresentativo arricchito però da conoscenze dell'esercizio
realistico. Questo aspetto talvolta disorienta un po' i neofiti,
rendendoli timorosi e scettici verso questa filosofia. Vogliamo
ricordare a tutti, però, che questa concezione è solo l'ultimo e finale
anello della catena e ci si arriva per gradi, se ci si vuole arrivare.
Il bello di questa concezione di modulare stà proprio nell'assoluta
libertà che viene lasciata al modellista di concepire la propria opera e
di aggregarla come meglio crede. In questo forse noi Italiani abbiamo
messo un po' di valore aggiunto rispetto all'originale concezione molto
teutonica, concependo il tutto con maggiore flessibilità e rendendola,
con poco sforzo, ancora più versatile e non confinandola nella sola area
dei Fremo-Meeting che sono si kermesse di altissima valenza ma anche
estremamente chiuse ai soli addetti ai lavori. La concezione che gruppi
come il CFB, CV19 e CMP danno a questo progetto è invece spinta anche
verso manifestazioni più di grande pubblico e con caratteristiche
divulgative.
Il CMP è uno dei Club nazionali che hanno partecipato alla
definizione delle norme di corredo del futuro "regionalgruppe" FREMO
nazionale.
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